La chiusura della Taverna Azzurra

Quando leggo queste notizie  “Tra i clienti del pub alcuni pregiudicati”, Taverna Azzurra, il questore chiude il pub per 10 giorni” penso che a Palermo non ci siano più illegalità diffusa, furti e rapine alla luce del sole. Invece purtroppo non è così e quello che avviene in molte zone della città meriterebbe le energie della Questura. Probabilmente servono più uomini e più strumenti, è vero, ma mi pongo alcune domande: c’è stata una mega rissa violenta, o una spaccio di cocaina, eroina all’interno del locale per motivare la chiusura della Taverna Azzurra? Se così fosse la chiusura sarebbe giustificabile.
Come può il gestore di un locale pubblico evitare che dei pregiudicati frequentino un bar?
Quale è la colpa del gestore e di coloro che lavorano nel locale?

Io penso che la legalità sia importante e che vadano fatti scontrini, avere le dovute autorizzazioni e tutto quello che è previsto per l’apertura di un locale di questo tipo ma è importante anche la razionalità, spiegare le scelte che vengono prese dalle autorità.
Pensare di chiudere qualsiasi locale al pubblico per le sue frequentazioni può essere giustificato se questo è volontariamente sede di riunioni per associazioni criminali ma se così non è si rischia una grande e pericolosa discriminazione.
Pensiamo di chiudere tutti i locali frequentati da pregiudicati senza che questi siano complici di costoro?
Se questa operazione fa parte di un quadro di azioni in tutta la città, magari partendo dai reati più gravi, allora può essere compresa dai cittadini ma se il tutto è limitato ad un locale, ad un quartiere allora si rischia un forte disprezzo dei cittadini nei confronti dello Stato, attriti misti ad un forte senso di ingiustizia.

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