Che fine hanno fatto i soldi per la messa in sicurezza di Capo Gallo? Orlando e Governo rispondano

Dove sono finiti i soldi per la messa in sicurezza a Palermo delle pareti rocciose di Capo Gallo, Monte Pellegrino e Boccadifalco? È questa la domanda che ho rivolto in un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture.

Come si ricorderà nel novembre del 2015 una frana a Capo Gallo ha provocato la morte di un’anziana. Per la tragica vicenda è indagato per omicidio colposo anche il sindaco Leoluca Orlando poiché, in quanto responsabile della protezione civile, avrebbe dovuto, secondo l’accusa, adottare provvedimenti visto che l’area è ad alto rischio da anni. Non a caso subito dopo il dramma, sono stati disposti finanziamenti ad hoc. Ora però scopriamo che inspiegabilmente parte di quei fondi, per un totale di 3,3 milioni di euro, invece che essere destinati alla messa in sicurezza della parete rocciosa, sono stati previsti per progetti relativi alle infrastrutture verdi nei parchi e nei giardini pubblici. Per quale ragione?

A pensar male si fa peccato però il dubbio è che i soldi finiscano al carrozzone dei carrozzoni, la Reset, che tra le altre cose si occupa (o, meglio, “non” si occupa) della cura degli spazi verdi. Nessuno vuol pensare che i fondi per la sicurezza delle famiglie che vivono a ridosso delle pareti rocciose siano stati dirottati per interessi clientelari, ma la domanda è più che fondata considerando che col nuovo bilancio comunale siano stati assegnati alla Reset quattro milioni, a fronte dei dieci richiesti. Adesso occorrono risposte chiare e concrete sia da Orlando che dal Governo, a meno che non abbiano qualcosa da nascondere e non vogliano alimentare questo dubbio.

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