IN CAMPO IL PARTITO DELLE STELLE, IN PANCHINA IL MOVIMENTO 5 STELLE

Tutto si può dire e scrivere ma non che quello nato da pochi giorni sia il MoVimento 5 Stelle, è un partito che potremmo chiamare Partito delle Stelle ma nulla c’entra con Il MoVimento 5 Stelle. Va intanto notato che molti quotidiani hanno pubblicato le regole un giorno prima che fossero scritte nel blog di Grillo, le regole e info scritte dai giornali si sono rivelate vere e non fake-news o bufale. Come hanno fatto i giornali ad averle? Questo vuol dire che non sempre i giornali scrivono bufale o fake-news e che qualcuno internamente le fornisce ai giornali
Il Partito delle Stelle può piacere o meno quindi nulla di male in questo, anzi a molti magari piace di più così rispetto al Movimento 5 Stelle, è lo stesso statuto di questo c.d. Partito delle Stelle a dire e scrivere chiaramente cosa è, basta leggere. Cosa scrive il Partito delle Stelle nei suoi documenti fondanti? Ecco alcuni elementi:

SOLDI DEI PARLAMENTATI AL PARTITO
Nel Movimento 5 Stelle abbiamo sempre attaccato pesantemente i parlamentari dei partiti che erano costretti a dare una cifra fissa al partito ( es. PD). Lo stesso Movimento 5 Stelle ha parlato di milioni di euro esentasse e di pizzo alla democrazia (link1 →https://goo.gl/HsSNkA , link2 -> https://goo.gl/fk5bvU )
Nel Partito delle stelle invece i parlamentari sono costretti a pagare 300€ al mese al partito. (vedi qui → https://ibb.co/iJya1b ).
Eleggendo 220 parlamentari (numeri dati dalle proiezioni) equivalgono, in una legislatura di 5 anni, a quasi 4 milioni di euro al Partito delle Stelle.

COSTITUZIONE ITALIANA DIFESA E GLI OBBLIGHI INCONSTITUZIONALI
Il MoVimento 5 Stelle ha sempre difeso e rispettato la Costituzione italiana arrivando, per questo, anche a salire sul tetto della Camera dei Deputati.
Il Partito delle Stelle invece la viola e introduce degli obblighi incostituzionali (una delle più gravi violazioni che si possa fare in Italia) come l’obbligo per i parlamentari di votare la fiducia al Partito delle Stelle (leggi qui → https://ibb.co/npUnEw )
Esattamente l’opposto di quanto detto in questi anni dal MoVimento 5 Stelle che ha attaccato duramente i parlamentari del PD e della maggioranza che votavano la fiducia su qualsiasi provvedimento di legge accusandoli di essere “schiavi”, “di non essere persone libere”, “servi” ( es. https://goo.gl/tpkFrn )

CHI TRADISCE I CITTADINI?
Altro elemento che rischia di essere una violazione costituzionale è quella relativa alla multa in caso di allontanamento per dissenso politico come se il Partito delle Stelle avrà sempre ragione e rispetterà sempre il programma e a tradirlo sarà per forza il parlamentare. La storia ci insegna che in realtà non è così ma anzi può verificarsi il contrario. Solo a mero titolo di esempio delle decine di casi, nel PD si è passati dal “mai con Berlusconi” all’alleanza con Berlusconi (e poi Alfano), nell’ultimo anno il Partito delle Stelle che man mano si formava dentro il Movimento 5 Stelle è passato dalla lotta contro l’abusivismo edilizio al giustificare l’abusivismo edilizio con la definizione abusivismo di necessità (https://youtu.be/HdhbBPwb-SI) o, se questa vi può sembrare una vicenda strumentalizzata, dall’essere insieme ad un partito inglese anti euro (Ukip) al tentare di allearsi con un partito pro euro (Alde) per poi essere rifiutato da quest’ultimo ( https://goo.gl/gM8oGq ). Il Partito delle Stelle può anche avere l’opinione di voler introdurre il vincolo di mandato ma visto che nella Costituzione italiana è scritto il contrario (che i parlamentari agiscono senza vincolo di mandato) quest’ultima va rispettata finché non viene modificata secondo le procedure da essa previste. Se a tradire il mandato dei cittadini è il partito e non il parlamentare chi dovrebbe pagare una multa?
In ogni caso e ad di là delle singole opinioni, la multa per chi lasciava il gruppo parlamentare, è già stata provata e non risulta sia stata realizzata al parlamento europeo quando alcuni parlamentari europei del m5s hanno deciso (dopo la vicenda Alde) di lasciare il gruppo senza pagare un euro, quindi a cosa serve una cosa che non è realizzabile?

LE BOCCIATURE DEI GIUDICI
Nel 2016 fu effettuata una votazione che chiedeva anche di cambiare lo statuto del Movimento 5 Stelle. La legge prevede il superamento del 75% degli iscritti cosa che non è avvenuta. Nonostante questo è stato modificato ignorando il mancato quorum e adottando, grazie ad esso, una serie di provvedimenti CONTRO LEGGE come messo nero su bianco da numerosi giudici.
Il MoVimento 5 Stelle che abbiamo contribuito a realizzare negli anni non violava la legge, non faceva atti illegittimi, dal 2016 in poi invece tutto ciò che finora i giudici hanno bocciato è stato inserito nello statuto del Partito delle Stelle ovvero nelle sue fondamenta.
In sintesi nel Movimento 5 Stelle se un iscritto votava “no” alle modifiche allo statuto restava a tutti gli effetti nel Movimento 5 Stelle, nel Partito delle Stelle è come se solo chi ha votato sì può aderire, chi era contrario alle precedenti modifiche che nei fatti sono quasi identiche allo statuto e regolamento del Partito delle Stelle o si adatta a chi non ha raggiunto il quorum o è fuori. Nel silenzio generale sono così state allontanate, nei fatti, migliaia di persone o migliaia di persone sono state costrette ad accettare statuto e regole che 1 anno fa non avevano accettato, come se vi fosse stata una votazione con il 100% dei “sì”.

LA GIUSTIZIA TI HA DATO RAGIONE? NON PUOI ENTRARE NEL PARTITO DELLE STELLE
Il Movimento 5 Stelle rispettava le decisioni della giustizia, nel Partito delle Stelle se una persona si è rivolta alla giustizia e quest’ultima gli ha dato ragione contro il M5S cosa accade? Non può far parte del Partito delle Stelle.
Così ad esempio una consigliere comunale di Roma, Grancio, aveva subito una sospensione cautelare per aver espresso dubbi, anche di possibili danni erariali, in prossimità di un voto sul nuovo stadio della Roma. Grancio si è rivolta alla giustizia i probiviri il giorno prima della causa hanno eliminato la sospensione cautelare e oggi questa consigliera rischia nonostante questo di non poter far parte del Partito delle Stelle. Ancora più paradossale i casi di quelle persone che hanno vinto la causa in via cautelare per delle ingiustizie subite e che nonostante questo, per il solo fatto di essersi rivolti alla giustizia non posso iscriversi al Partito delle Stelle.

INCIUCI E ACCORDI
Il Movimento 5 Stelle non fa inciuci con il PD o altri partiti, un esempio classico è lo scambio di voti per poltrone. “Tu eleggi me qui e io eleggo te lì” è sempre stata una filosofia rigettata, a torto o a ragione, ma in ogni caso rifiutata. Eppure il Partito delle Stelle nell’ultimo anno è riuscito (a quanto scritto nei giornali e mai smentito ma a volte confermato), ad accordarsi con il PD per le presidenze delle commissioni ( es. mai smentito -> https://ibb.co/fggQZw ) o per respingere le dimissioni di un parlamentare (es. conferma -> https://goo.gl/ipQVPV ) fino ad arrivare ad un altro caso, diverso ma non per questo meno innaturale e grave per il MoVimento 5 Stelle, dell’intercettazione per far mancare il numero legale per decidere la nomina di un consulente secondo quanto riportato da vari quotidiani ( https://goo.gl/8weiwW )

INDAGATI E IMPUTATI CANDIDABILI A DISCREZIONE
Nel MoVimento 5 Stelle non si poteva candidare chi aveva un processo penale in corso di qualsiasi tipo. Giusto? Eccessivo? Probabilmente esagerato, ognuno può avere la sua opinione ma così è scritto nello statuto.
Nel Partito delle Stelle invece si possono candidare indagati o imputati se non hanno il divieto dal capo politico, ovvero Luigi Di Maio a sua volta indagato.
Non è quindi del tutto esatto ciò che hanno scritto alcuni giornali ovvero che gli indagati e gli imputati si possono candidare nel Partito delle Stelle, ma è un po’ meno uguale il trattamento: nel Partito delle Stelle si possono candidare indagati e imputati che vuole il capo politico. Così lo stesso capo politico indagato si può candidare, i parlamentari che hanno un processo in corso si potranno candidare se il capo politico vorrà, altrimenti lo stesso capo politico potrà decidere a sua discrezione chi far fuori e chi no.

LA PAROLA PARTITO
Ultimo piccolissimo esempio, nel Movimento 5 Stelle era scritto chiaramente che “non è un partito e non intende diventarlo”, nel Partito delle Stelle questo non è scritto, anzi è scritto che non possono aderire esponenti di “altri partiti” affermando implicitamente di esserlo.

CONSIDERAZIONI
Nel Partito delle Stelle vi saranno anche tante bravissime persone che proveranno a candidarsi, che magari diverranno anche bravi parlamentari ma rimane importante non prendere in giro i cittadini. I cittadini vanno informati correttamente, pertanto trovo più dignitoso chi non racconta questo statuto, codice e regolamento del Partito delle Stelle come un qualcosa di stupendo o positivo se non ci si crede o se non lo conosce, meglio tacere rispetto al dare un’ indicazione errata ad un viaggiatore, ad un cittadino.
Il MoVimento 5 Stelle rimane quell’associazione di 150.000 iscritti creata in tantissimi anni, con banchetti, flashmob, pedalate, manifestazioni, incontri, riunioni infinite, il MoVimento 5 Stelle rimane uno stile di vita che non basa la sua anima sui voti e che continuerà il suo meraviglioso progetto.
Il Partito delle Stelle non è quindi il MoVimento 5 Stelle anche se ne ha il nome e il simbolo e questo non è un buon inizio se si vuol essere diversi, è vero si cresce e crescendo nella vita si imparano tante cose che si possono anche migliorare, modificare, ma se per crescere si guarda al cattivo esempio, ovvero i partiti che hanno degradato il Paese, c’è il forte rischio di confondersi fra questi e a quel punto non si potrà che arrivare dove già costoro ci han portato.
È altrettanto palese che questo tipo di obblighi, vincoli, sanzioni, estromissioni denota una notevole debolezza di chi dovrebbe gestire il Partito, la storia insegna che il rispetto, la stima, la forza e l’autorevolezza si ottengono spontaneamente sul campo dagli avversari e dai compagni di squadra, se si è di un certo livello.

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