CNR, sconvolgenti rivelazioni. Fedeli e Bindi rispondano.

Quello che sta emergendo dall’inchiesta sull’Istituto ambiente marino costiero del Cnr di Napoli, è a dir poco sconvolgente. Perché né il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, né la commissione Antimafia si degnano di rispondere ai miei ripetuti solleciti?

Il “pentito” Vittorio Gargiulo, ex segretario amministrativo dell’Istituto, sta rivelando agli inquirenti particolari inediti: dai marsupi pieni zeppi di soldi che finivano nelle tasche di amministratori del Cnr, ai progetti di ricerca usati come bancomat per sbloccare soldi pubblici, fino alle tante minacce rivolte dall’ex direttore del Cnr ad un suo ex complice, quando la Finanza era già in campo.

In tempi non sospetti ho chiesto alla commissione Antimafia un’audizione dei vertici del CNR, specie alla luce di presunti legami tra Cnr e persone vicine al boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. A distanza di sette mesi, però, la presidente Rosi Bindi né mi ha risposto né ha pensato di convocare i protagonisti di questa vicenda.

Ad aprile ho presentato anche un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, nella quale si chiedevo “se non intenda attivare funzioni ispettive presso il Cnr e valutare eventuali responsabilità anche per una eventuale segnalazione all’autorità giudiziaria, alla Corte dei Conti o all’Anac”. Peccato però che il Governo non abbia ancora risposto alle mie domande.

I particolari che stanno venendo fuori dall’inchiesta giudiziaria farebbero rabbrividire chiunque. Tranne, si vede, questa maggioranza di governo che o è sorda e cieca oppure preferisce non occuparsi della vicenda per non alzare pericolosi polveroni in vista delle elezioni politiche. Se così fosse, dovremmo allora pensare che gli interessi partitici sono più importanti di quelli pubblici. Noi non vogliamo arrivare a tanto. Ecco perché rinnovo il mio invito: care Fedeli e Bindi, a quando una risposta a me e al popolo italiano?.

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