Contratti con Amat e Rap: Orlando non risponde al Governo. Timore nullità?

Leoluca Orlando non risponde alle richieste del Governo per non svelare che i contratti tra il Comune e le partecipate Amat e Rap sono nulli. Ho presentato un’interrogazione in commissione bilancio per chieder conto dei contratti siglati, tra il 2010 e il 2016, dall’ente con le due partecipate che esercitano contemporaneamente servizi pubblici locali a rilevanza economica e servizi strumentali. Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, delegato dal Governo a rispondere mi ha informato che non può fornire alcuna risposta alle mie domande perché ai chiarimenti chiesti dall’Esecutivo alla giunta comunale, questa non ha ancora fornito alcuna delucidazione».

Nell’atto  si ricorda che Amat si occupa non solo di trasporto pubblico urbano, ma anche della segnaletica; invece la Rap, che ha sostituito la fallita e fallimentare Amia, oltreché dell’igiene ambientale si cura anche del servizio strumentale di manutenzione stradale. Il punto però è che la legge del 2006 non consentiva loro di esercitare contemporaneamente i due servizi. La norma in questione, come ribadito più volte anche da Corte dei conti e Corte costituzionale, specificava che “per le società che oltre ai servizi pubblici locali a rilevanza economica svolgono anche attività strumentali, queste ultime dovranno essere disgiunte. Cosa, però, mai avvenuta a Palermo, nonostante ci fosse un tempo massimo di 42 mesi (entro il gennaio 2010) per conformarsi e nonostante la legge sia stata abrogata solo nel 2016. Insomma, i contratti siglati dal 2010 al 2016 dal Comune con Amat e Rap sono evidentemente nulli, come previsto dalla stessa legge del 2006. Dubbi che ora il silenzio del Comune non fa che alimentare.

Orlando la smetta di apparire per quello che non è. Non serve a nulla parlare di legalità se poi, alla prova dei fatti, le norme non vengono applicate e, peggio, quando poi si chiede conto, si preferisce la strada del silenzio a quella della chiarezza. Diciamo la verità: per sei anni tutti hanno taciuto perché il bacino elettorale che le due partecipate garantivano, non dispiaceva a nessuno, destra e sinistra. Ora, però, voglio arrivare fino in fondo: il Governo si è impegnato a rispondere giovedì 26 ottobre.

Passaparola! Condividi questo post:Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.