Questi sono pazzi!

Oggi, Gian Antonio Stella, che in passato ha parlato del mio lavoro sui bonus facili ai dirigenti di Palazzo Chigi e delle battaglie contro il gioco d’azzardo portate avanti da alcuni colleghi nazionali del m5s, ha definito “pagine importanti” quelle di 3 anni fa, maggio 2014.

Nell’articolo sul Corriere si fa riferimento a quando andai, insieme ad altri colleghi, a Montelepre (PA) per un comizio contro la mafia, nel fortilizio di Salvatore Giuliano. Ringrazio Stella per avermi ricordato quell’evento scrivendo “ebbe il fegato di occupare con un megafono la piazza centrale di Montelepre, vuota, sarcastica, ostile” lì dove scelsero di rintanarsi G.Brusca e S.Lo Piccolo, e dove Crescenzo Guarino scrisse che “si impara l’arte di non passare mai davanti a finestre e balconi”.

Quell’evento, in quel momento, per me non fu eccezionale, era normale ma cosa fu normale per me non lo fu per altri, come Stella, che lo vide come un qualcosa di importante.

Per noi non fu importante quanti ci ascoltassero da dietro le imposte delle finestre, seduti al bar o dinanzi alla posta, non erano importanti i selfie, lo era quel che dicevamo, il senso di un cambiamento culturale che non cercava voti e basta ma che mirava a qualcosa di più profondo e duraturo, puntava a dire basta ad un certo sistema mafioso e ad una elevata mafiosità e, solo come conseguenza, votare.


Volevamo cambiare le fondamenta e non riverniciare pilastri marci, ma la Sicilia ha sempre respinto questi intenti utilizzando sempre più frequentemente l’arma del discredito.
Oggi tutto questo non c’è più o forse c’è ma si vede di meno perché è entrato dentro l’anima di qualche siciliano che avrà pensato “chisti su pazzi!” (Questi sono pazzi!). Quei pazzi hanno i nomi, insieme a me, di Chiara, Claudia, Giulia, Loredana, di tanti altri meno conosciuti ma altrettanto forti.

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