Codice antimafia, approvata una riforma indecente.

Un codice antimafia che di “anti” non ha praticamente nulla, vergogna.

A nulla sono valsi i continui appelli e proposte, lanciati non solo da me ma anche da eminenti giuristi e magistrati dinanzi alle falle di una legge farlocca piena di conflitti d’interessi e senza la benché minima trasparenza sulla gestione dei beni confiscati: una torta da 25 miliardi che verrà affidata al carrozzone dei carrozzoni, Invitalia, divenuta ormai famosa alle cronache per la sua incapacità di gestire fondi pubblici. Avevamo invece proposto l’introduzione della “Destinazione anticipata“, che avrebbe dato maggiori garanzie sia allo Stato che all’acquirente, dato che oltre il 905% delle aziende sequestrate finisce oggi in fallimento.

Non contenti i “geni” che hanno partorito questa vergogna, hanno creato comitati di supporto nella gestione dei beni pieni di conflitti, poiché sederanno soggetti tra i quali sindacati, Confindustria, associazioni e politici. E lo stesso si farà anche all’interno dell’Agenzia per i Beni Confiscati (ANBSC), che in questo modo verrà inspiegabilmente snaturata. Ma l’orrore  è stato commesso con l’introduzione di un cavillo normativo che permetterà agli amministratori giudiziari, tra cui i dipendenti di Invitalia stessi, di accedere non solo alle poche risorse previste nel fondo a supporto delle aziende sottoposte a confisca o sequestro, ma in maniera assolutamente arbitraria anche ad un ulteriore miliardo di euro, cioè a tutte le risorse previste all’interno dello stanziamento per la crescita sostenibile. Un regalo illogico e senza alcuna spiegazione. Non solo, dunque, il caso Saguto non ha insegnato nulla, ma il rischio è che si alimentino in questo modo altri mille casi del genere.

La triste conclusione è che di due l’una: o siamo in presenza di ignoranti che hanno legiferato senza conoscere per nulla la materia, oppure dobbiamo pensare che ci siano interessi e collusioni per cui ci troviamo, oggi, davanti a una riforma indecente che danneggia enormemente i cittadini, a tutto vantaggio delle mafie.

 

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