Codice antimafia: approvato testo vergogna. Alla Camera va riscritto

Il vergognoso Codice Antimafia approvato al Senato va riscritto immediatamente appena tornerà alla Camera. Il testo che Palazzo Madama ha avuto l’indecenza di approvare è pieno zeppo di limiti, conflitti d’interessi e contraddizioni, mentre manca completamente di trasparenza ed eventuali sanzioni per le nomine illegittime degli amministratori giudiziari, col rischio concreto che potremo avere non uno, ma mille casi Saguto.

La verità è che non c’è la volontà politica di migliorare il Codice Antimafia: se si volesse, bisognerebbe migliorare lo strumento e i suoi meccanismi anziché pensare ad ampliare i reati per cui applicarlo , mettendosi a rischio incostituzionalità, come rilevato anche da eminenti giuristi. I limiti di questo testo sono infiniti, segno del fatto che non si ha la minima intenzione di combattere la mafia. Appena il Codice arriverà a Montecitorio mi attiverò per chiedere maggiore trasparenza nella gestione e assegnazione dei beni confiscati e sequestri, e per eliminare la vergogna dei Tavoli provinciali in prefettura e del Comitato consultivo all’interno dell’Agenzia dei Beni Confiscati, luoghi potenziali di enormi conflitti d’interessi per associazioni antimafia e di categoria. Ancora una volta, dunque, i mille scandali del passato niente hanno insegnato a questa politica sorda e cieca, capace solo di fare inutili annunci.

Resta l’amara constatazione che il Senato ha partorito una riforma folle, tramite la quale si pensa di poter combattere le mafie con una gestione dei beni sequestrati (parliamo di una torta che vale, secondo alcune stime, tra i 25 e gli 80 miliardi) all’oscuro di tutti e senza sanzioni per chi cade in collusioni e favoritismi. È una vergogna, che deve essere immediatamente sanata appena il testo tornerà alla Camera.

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