Spaventoso traffico di rifiuti Italia-Macedonia scomparso nel nulla. Che fine hanno fatto le 28.600 tonnellate?

All’insaputa di tutti nel corso del 2016 uno spaventoso traffico di rifiuti ha coinvolto il nostro Paese, l’Albania e la Macedonia per una totale di 28.600 tonnellate di rifiuti, molto probabilmente anche pericolosi, che ora nessuno sa che fine abbiano fatto. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo spiegazioni al Governo, in primis al presidente del Consiglio.

I 1.300 containers pieni di rifiuti provenienti dalla Campania, dal Barese e finanche da Imperia sono partiti dal porto di Gioia Tauro e sarebbero dovuti arrivare a Skopje, ma le autorità macedoni hanno negato che abbiano mai varcato il confine dall’Albania. C’è il concreto rischio, dunque, che siano stati interrati prima dell’arrivo alla discarica, come sospetta la Procura Antimafia che, insieme ai colleghi albanesi, sta da tempo conducendo le indagini. Per questo ho inviato missive anche alle Ambasciate albanese e macedone per chieder conto di quanto accaduto e quali sono le ditte coinvolte nel trasporto dei rifiuti. Abbiamo inviato una lettera anche al prefetto di Frosinone, dato che ad aggiudicarsi sia il trasporto dei rifiuti sia la gestione della discarica a Skopje, sarebbe una società italiana, nonostante in un rapporto investigativo balcanico si dica che la suddetta società non abbia alcuna esperienza nel settore.

È necessario che il Governo, anche nei suoi rapporti istituzionali e con le Ambasciate, si adoperi per fare luce su una vicenda torbida e dai contorni chiaro-scurali, che non a caso ha portato anche alle dimissioni del ministro dell’interno albanese, responsabile dei dovuti controlli. Se fosse appurato quanto denunciato, si aprirebbe uno squarcio incredibile su una criminalità internazionale paurosa, con inquietanti collusioni con le autorità politico-istituzionali, italiane e balcaniche, che deve essere immediatamente fermata.

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