Acqua, pagare la depurazione che non c’è

Nel corso di questi anni i cittadini di Lampedusa, al pari di numerosi altri concittadini nel resto del Paese, hanno dovuto pagare una tariffa di depurazione nonostante il servizio non sia mai stato garantito, per «una media di 40
euro all’anno a famiglia, conteggiati all’interno della bolletta dell’acqua», come denunciato dal collettivo Askavusa sul proprio sito web, generico-507936.660x368.

Peccato che come ha sentenziato la Corte Costituzionale nel 2008, la tariffa del servizio idrico integrato, avendo natura di corrispettivo per prestazioni contrattuali non deve essere pagata se non il servizio non viene offerto. Tutto ciò aggravato dal fatto che a Lampedusa, i consumi dell’acqua (che non è potabile nell’isola) sono solo presunti, cioè basati su una stima, e non effettivi.

La norma è chiara, tant’è che un decreto del Ministero dell’Ambiente del 2009 aveva addirittura previsto le modalità dettagliate per la restituzione delle bollette ingiustamente pagate dai cittadini. Ma a quanto pare a Lampedusa le regole non vengono rispettate, a danno di tutti i cittadini, e per questo abbiamo presentato un’interrogazione
al governo per chiedere interventi urgenti al fine di porre fine a questi abusi.

Passaparola! Condividi questo post:Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.